“dieci persone,
dieci colori"

 

Esiste un modo di dire giapponese che recita 十人十色 [jyuunin toiro], letteralmente “dieci persone, dieci colori”, a sottolineare che ognuno di noi è differente dall’altro.


Miyabi attraverso la collezione IRO (colore nella lingua giapponese), vuole trasmettere l’immagine che ogni persona abbia un colore diverso dall’altro, colori a volte complementari, a volte contrastanti, ma comunque unici, com’è ognuno di noi, ciascuno con le proprie idee e i propri sentimenti. Infatti in giapponese dice anche 色々 [iroiro], “colore, colore”, una ripetizione che va a indicare la diversità e la varietà. Tanti colori, tante persone, tante idee diverse.

Un viaggio estetico che ripercorre le diverse personalità di ognuno di noi miscelando colori vividi e caldi a tinte neutre.

 

Tra passato, presente e futuro

Le fasce turbante della collezione IRO esprimono la voglia di reinterpretare tessuti carichi di storia e tradizione per mezzo di accessori multiformi il cui stile svela senza troppi giri di parole un amore incondizionato per il gusto del passato e del vintage, oggetti in grado di rappresentare un modo originale per vestire la propria testa con gusto retrò pur rimanendo sempre al passo con la moda d’oggi. .

Miyabi impreziosisce ogni creazione esaltando l’insolito connubio stilistico applicando in contrasto e mixando sul retro degli accessori tessuti simbolo dell’eccellenza del Made in Italy quali lane fini e superfini, lini misto seta e caldi cashmere pettinati della Mongolia del biellese dalle nuance in pendant.

La realizzazione sartoriale di ogni capo della collezione è eseguita scrupolosamente e rigorosamente a mano come nella più classica tradizione manifatturiera italiana, rendendo ogni creazione unica ed originale.

 

Tessuti carichi di Storia

Protagoniste della Collezione IRO sono raffinate e preziose sete giapponesi vintage anni ‘50, ‘60 e ‘80 nelle varianti Chirimen, Kinsha, Shizoe e Meisen dipinte interamente a mano con tecnica Bingata, Katazome, Yuzen e Kasuri e frammenti di kimono degli anni ’50 nella variante kurotomesode, la tipologia di kimono più formale in assoluto indossato dalle donne sposate durante il rituale del matrimonio, resi unici da broccati pesanti ricamati a mano.